Il mio libro CAPITANO DELLA TUA ANIMA

Tra educatore e giovane calciatore si stabiliscono una serie di comportamenti e una relazione alla base delle quali c’è un mondo inconscio che agisce. Un mondo sotterraneo nel quale le nostre emozioni tendono alla gioia o al malumore senza che ce ne rendiamo conto, influenzando il nostro stato d’animo e il nostro modo di fare. È questo un substrato che accomuna tutti gli esseri umani i quali, sempre a livello inconscio, comunicano tra di loro attraverso canali di energia. Per questo chi insegna una disciplina sportiva ai giovani deve acquisire competenze affettivo-emotive, per formarli a condurre la propria vita padroni del proprio destino e capitani della propria anima..
A tale scopo questo libro, tratto dall’esperienza in campo di una psicologa dello sport con una formazione analitica, propone le conoscenze di cui l’istruttore di scuola calcio e l’allenatore del settore giovanile di una società sportiva dovrebbero avvalersi affinché riconoscano le proprie qualità da esaltare e i propri limiti caratteriali da depotenziare. Ciò per consentire loro di non cedere ai falli di reazione contro se stessi agiti di fronte alle problematiche spesso attribuite ad eventi esterni che in realtà derivano dalle proprie emozioni e dalla propria vulnerabilità. Acquisire tali strumenti emotivi serve al mister, come ad ogni educatore, per scalfire il proprio senso d’identità e orientarsi negli eventi e nelle relazioni con più consapevolezza raggiungendo i propri allievi nel profondo. 

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Prefazione del libro

di Sara Attanasio

Isabella carissima, sono uscita dalle pagine del tuo libro esterefatta! Che la psicologia dello sport debba viaggiare a fianco delle società di calcio lo sostengo da sempre. Nella mia esperienza di responsabile provinciale dell’attività di base per la Figc ho avuto modo di appurare che ci sono moltissimi mister che sanno applicare il “cosa” ma non il “come”. Non basta conoscere la tecnica, la tattica, sapere di moduli e quant’altro se non sappiamo conoscere nell’anima noi stessi e coloro ai quali ci rivolgiamo.

Il punto però cara Isabella è che tu riesci a calarti davvero nella tematica perché sei soprattutto una “psicologa di campo”, una vera sportiva e sopratutto sei una donna; permettimi anche questo, perché in un ambiente discretamente chiuso, direi alle volte “stagnante”, la visione lungimirante femminile non può che apportare benefici.

Ti immagino girare nei campi, nelle giornate piovose, con chantilly gialli ai piedi, di quel giallo che, come scrivi in questo libro, rappresenta la progettualità, la propensione a rivolgersi verso l’esterno. Tu che in un passaggio significativo del tuo libro ci inviti ad aprire le menti e, io direi, anche le coscienze e i cuori: “Siamo noi che scegliamo chi essere, esponendoci a conoscerci o rimanendo ancorati alle nostre convinzioni prigionieri dei ricordi e delle nostre pieghe oscure”. Tu ci sei, ci sei sempre a sostenere i mister “visionari” e a sostenere i mister che magari pensano a tutto questo ragionare su se stessi come a qualcosa che poi alla fin fine non faccia vincere le partite; sei sempre lì, a ricordarci che ci dobbiamo occupare dei bambini e delle bambine che scendono sui campi e non pre-occuparci. Il calcio dei bambini e delle bambine, non escludendo i settori giovanili ovviamente, oggi chiede proprio questo: che ci si occupi di lui.

Quindi tutti noi che amiamo il gioco-sport più bello del mondo ti dobbiamo solo ringraziare e sostenere per vincere la partita più bella: quella che vedrà finalmente atleti e atlete, mister, dirigenti, genitori, custodi dei campi, magazzinieri, autisti dei pulmini fare squadra assieme proprio come lo fanno le donne del calcio. 

Con infinita stima, 

Sara Attanasio

Responsabile dell’attività di base per la Figc, Pisa


IO SONO IL CAPITANO DELLA MIA ANIMA
Essere capitano della propria anima significa potersi avvalere di un equilibrio interiore tale da affrontare ogni circostanza con obiettività e senso della realtà. Significa affrontare le situazioni imprevedibili che si presentano con una saggezza immediata. Perché ci si avvale di una tale stabilità emotiva e decisionalità da muovere ogni passo con tranquilla fermezza, riuscendo ad essere assertivo di fronte agli eventi in cui ci si imbatte osteggiati dalle avversità. E al contempo ci si avvale di una flessibilità tale da trasformare il timore e la frustrazione in forza d’animo e capacità di resistere. 

Tutto ciò è possibile attraverso l’esercizio ostinato che ha come obbiettivo il miglioramento di se stessi.
Un mister riesce a far questo quando giunge ad essere capace di riconoscere i propri limiti, quando è in grado di apprezzare e utilizzare le sue qualità introspettive. Ciò gli concede un’oculatezza tale da renderlo lucido e obiettivo nella valutazione degli eventi e di conseguenza libero dai vincoli della vittoria finalizzata a mostrare il suo valore di tecnico, perché egli sa quale sia il suo valore e non ha la necessità di dimostrarlo.
La crescita interiore del mister diviene un boomerang che volge verso gli atleti affascinati dalla sua fermezza, rassicurati dalla sua serenità, e accolti dalla sua capacità di comprendere. È partendo dalla rete emotiva che si scatena il miglioramento degli allievi, risultato che torna come un boomerang a beneficiare il mister di soddisfazione e entusiasmo. 
Allenare non può limitarsi a impartire nozioni tecnico-tattiche. Sarebbe come imparare a leggere attraverso un vocabolario. Per far apprendere il calcio a dei giovani allievi, come per qualsiasi altra competenza, colui che dovrebbe avvalersi della conoscenza delle emozioni, beneficiando quindi di una competenza fondamentale per muoversi in un contesto dove le emozioni di tanti esseri umani si intrecciano. È quindi necessario che la formazione del mister si avvalga di una alfabetizzazione emotiva, proposta da questo libro, e che il mister possa conoscere ed utilizzare degli strumenti che rappresentino chiavi di lettura delle circostanze e paracaduti emotivi da utilizzare per affrontare momenti di stress e problematiche nelle relazioni con i bambini e con genitori e collaboratori.

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