Lo psicologo dello sport nel calcio giovanile


Lo psicologo dello sport nella scuola calcio
Lo psicologo formato per lavorare nel contesto sportivo si occupa di tutto ciò che riguarda l’aspetto affettivo-emotivo dell’atleta.
Nell’area adolescenziale e nell’età adulta il supporto dello psicologo dello sport appare di grande efficacia laddove consente, attraverso l’uso di tecniche specifiche, di sostenere l’atleta a realizzare il massimo delle sue capacità nella sua performance sportiva.
Parlare di supporto nella qualità della performance con dei bambini, è esatto se per performance si intende la realizzazione di uno stato d’animo sereno, appagato nella voglia di divertirsi e di trovare soddisfazione dal correre e dallo schiamazzare in libertà e allegria.
Affinché i bambini imparino ad esprimere il meglio di se stessi nelle esperienze sportive è auspicabile che si investa sulla formazione degli istruttori. Sono loro che stabilendo una relazione profonda e sintonica possono aiutare il bambino ad imparare a credere nella possibilità di migliorarsi e di raggiungere degli obbiettivi.

Lo psicologo dello sport e l’atleta adolescente
Nel supportare l’atleta adolescente lo scopo dello psicologo dello sport non è mirato alla vittoria a meno che per vittoria non si intende il raggiungimento di obiettivi prefissati allo scoop del proprio benessere. Realizzare un buon risultato fa stare bene, motiva per l’impegno successivo. In tale prospettiva la vittoria è , piuttosto di sostenerlo a dare il meglio di se stesso. In questo senso la vittoria diventa una conseguenza del mix di autostima-motivazione-divertimento di cui l’atleta impara ad avvalersi grazie al supporto dello psicologo dello sport.
È bene chiarire che la differenza tra il supporto di uno psicologo dello sport ed un mental coach è significativa. Premettendo che qualsiasi motivatore se utilizza un metodo efficace può avere una valenza positiva sull’atleta, è bene chiarire che mentre lo psicologo dello sport rappresenta una professione, essere mental coach è una competenza.
Lo psicologo dello sport, che quasi sempre si avvale di una formazione psicoterapeutica, è preparato per affrontare qualsiasi circostanza emotiva in cui l’atleta può incorrere. Questo perché il suo lungo percorso formativo e la sua formazione analitica individuale gli concedono di riconoscere ed affrontare le circostanze in cui ad evidenziarsi sono aree problematiche dell’atleta che interferiscono negativamente sulla pratica dello sport. Un mental coach non dispone di questa competenza, quindi sta a lui avere la lungimiranza di rendersi conto quando un sintomo si affaccia nella pratica dello sport di un’atleta ed inviarlo ad uno psicologo.
Un esempio: sia uno psicologo che un mental coach possono insegnare e seguire un atleta nella pratica del training autogeno. A volte può accadere che questa tecnica così semplice da praticare agisca su alcune personalità destabilizzandole. Accade per esempio che al posto della sensazione di pesantezza l’atleta percepisca una sensazione di levitazione. In alcuni casi durante l’esercizio capita che l’atleta mostri sintomi di depersonalizzazione. Se non si è pronti ad affrontare certe circostanze perché si è preparati ad interpretarle e gestirle, si rischia di incorrere in situazioni che possono degenerare e creare condizioni emotive seriamente a rischio.

Lo psicologo dello sport nella formazione dell’istruttore di scuola calcio e dell’allenatore del settore giovanile

L’approccio proposto dal libro mostra quanto sia importante investire sulla formazione affettiva-emotiva del mister, perché solo in questo modo si consente ai mister di poter incidere sull’emotività degli atleti di cui si occupano.

Come dimostrano le neuroscienze l’incidenza dell’emisfero destro, sede delle emozioni, è dominante su quello dell’emisfero sinistro, sede delle capacità cognitive e motorie, nello sport questo significa che una buona performance è il risultato di una mente serena e limpida rispetto alle possibili interferenze dei pensieri disturbanti.
In tal senso, se concepiamo la “performance” educativa e istruttiva del mister, il suo operato va curato prima di tutto partendo dalla sua capacità di essere sereno, concentrato e motivato nell’istruire dei giovani allievi. Questo libro propone delle strategie per adempiere a ciò.
Un argomento di cui sia gli psicologi che i mental coach si occupano nel prendersi cura degli atleti è la formazione degli istruttori e degli allenatori riguardo al modo più efficace di comunicare con gli allievi. Nell’articolo da me scritto pubblicato su Allfootball è possibile leggere alcune indicazioni a riguardo, trattando la comunicazione all’interno di un approccio alla formazione del mister rivolto ad una istruzione emotiva dell’istruttore, fondamentale in ogni processo formativo.

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